La cefalea è probabilmente il più comune problema riscontrato nella pratica clinica dai professionisti sanitari. Fra le più comuni ricordiamo la cefalea tensiva, cervicogenica ed emicrania (Bendtesn L et al, 2006)

Molti sono i trattamenti proposti per il management della cefalea tensiva e cervicogenica (Fernandez de-las-Penas et al, 2009); i risultati degli studi di efficacia sono però spesso contraddittori (Posadzki P et al, 2011).

Risulta quindi essenziale valutando un paziente affetto da cefalea eseguire un attento screening anamnestico atto a determinare con ragionevole certezza la natura di tale cefalea.

In effetti alcuni tipi di cefalee molto comuni (miotensiva e cervicogenica) sembrano rispondere in maniera positiva al trattamento manuale (Chaibi A et al 2012) (Quinn C et al, 2002)  (Castien RFet al, 2011 ).

Nonostante questo non tutti i pazienti affetti da tali cefalee rispondono allo stesso modo al trattamento manipolativo. Risulta quindi essenziale, dopo la valutazione anamnestica eseguire una valutazione obiettiva atta a ricercare quei segni caratteristici della disfunzione somatica (nel caso specifico della regione cervicale) che rendono il trattamento manipolativo appropriato e con ogni probabilità efficace (Fernandez de-las-Penas C, 2008) (Niere K, 1998) (Fleming R et al, 2007)  (Castien RF et al, 2012)