Prima di scegliere qualunque terapia è necessario appurare se questa risulta efficace ed adeguata al proprio caso.

Il trattamento manipolativo osteopatico (OMT) non fa eccezione.

Nonostante sia annoverato fra le medicine complementari e/o alternative (CAM) è stato e sempre più è oggetto di studi scientifici volti ad appurarne l’efficacia.

 

Non sempre quella che viene chiamata evidence based medicine risulta adeguata allo studio di una disciplina come l’osteopatia che risulta in gran parte basata su osservazioni empiriche e sulla palpazione fine dell’osteopata.

 

Nonostante questo sempre più studi internazionali e sempre più linee guida consigliano il trattamento manipolativo osteopatico come trattamento di prima scelta o trattamento coadiuvante alla medicina allopatica per un numero sempre crescente di condizioni dolorose e non.

 

Senza entrare in dettagli eccessivamente particolareggiati (verrà comunque pubblicata regolarmente la letteratura aggiornata sui vantaggi del trattamento manipolativo osteopatico), risultano ormai dimostrate l’efficacia nella lombalgia sia acuta che cronica, nella cerivicalgia e nella dorsalgia ed in genere nei disturbi dolorosi aspecifici del rachide.

Alcune forme di cefalea e di disequilibri (sindromi vertiginose) ottengono buona risposta dal OMT, così come disturbi aspecifici del tratto gastrointestinale (sindrome del colon irritabile)

Altre condizioni patologiche non hanno ancora una risposta certa al trattamento osteopatico; risulta quindi essenziale in ogni caso che l’osteopata analizzi in modo particolareggiato la sintomatologia clinica del paziente e valuti la presenza di quelle condizioni che giustificano il trattamento in termini di adeguatezza ed efficacia.