• il reflusso gastro-esofageo (RGE), definito come il passaggio del contenuto gastrico nell’esofago, con evidenza di vomito ricorrente o rigurgiti;
  • la malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE), definita come sintomatologia e complicazioni da reflusso, con diversi tipi di manifestazioni cliniche associate a vomito ricorrente, quali esofagite (infiammazione dell’esofago), apnea, broncospasmo, perdita di peso. In particolare la perdita di peso è il fattore discriminante tra reflusso e malattia da reflusso (per perdita di peso non si intende né rallentamento né stasi della crescita che nei bambini allattati al seno possono essere del tutto normali e frequenti).

 

  1. Non c’è alcun motivo di prescrivere un esame ecografico, si rischia così infatti di incorrere in molti falsi positivi in quanto la maggior parte dei neonati nei primi mesi hanno la valvola dell’esofago non del tutto formata (non per questo però vomitano). C’è quindi da capire cosa fa sì che alcuni vomitano e altri no.
  2. Non vi sono da somministrare farmaci.
  3. Non è  assolutamente il caso di sospendere l’allattamento al seno.

Molto spesso è legato ad un modo errato di allattare e alla tendenza ad allattare con meno frequenza. (Scopri qual’è la suzione corretta del bambino al seno materno)

Se il bambino ha poppato da poco e si lamenta, spesso ed erroneamente, vengono cercate alternative come distrazioni e dondolamenti, mentre invece la cosa giusta da fare è quella di proporre di nuovo il seno. Invece si lascia trascorrere del tempo e quando poi si dà il seno, il bambino lo rifiuta, e noi ci convinciamo ancora di più che non è il seno quello che vuole, in un circolo vizioso che si autorinforza! I neonati finiscono spesso col rifiutare il seno o col lamentarsi nell’attaccarsi se hanno dovuto attendere per averlo.

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